PhotoReboot

Riparti da zero. Stavolta nell'ordine giusto.

Due giorni di fotografia per chi vuole iniziare, o ricominciare, nel modo giusto. Prima impari a guardare e a costruire un racconto per immagini, poi scopri la tecnica che ti serve per farlo. In quest'ordine.

Quando? 5–6 dicembre Sabato e domenica, dalle 10 alle 18
Dove? Riccione Il luogo preciso te lo comunico alla prenotazione
Quanti posti? Solo 10 Per avere il tempo di guardare le foto di tutti

Fotografo da quando ero alto un metro e un rullino.

Non scherzo quando lo dico, quello sono io a 6 anni e quella è la macchina fotografica di mio padre. A casa nostra la fotografia è sempre stata di famiglia: mio zio aveva uno studio, e mio padre, nonostante non lo facesse di professione, portava la sua macchina fotografica ovunque. Io alle gite delle elementari ero quel bambino che girava sempre con una compattina digitale: mi divertivo a catturare ciò che mi colpiva.

Mi chiamo Lorenzo Drei, e quella stessa passione, ad un certo punto l'ho presa sul serio e oggi è il mio lavoro. Ma è rimasta anche un gioco: quando scatto per me stesso uso la pellicola, per rallentare, sfidarmi e continuare a guardare il mondo come lo guardava quel bambino. È proprio quello sguardo che voglio aiutarti a ritrovare.

Lorenzo a sei anni, in un prato, con la macchina fotografica del padre al collo
Ritratto di Lorenzo Drei al tramonto, davanti al mare

Il workshop che avrei voluto fare io.

Amo la fotografia in tutte le sue forme, digitale o analogica che sia. Con gli anni però ho scoperto che amo ancora di più vedere la passione crescere negli altri: la scintilla negli occhi di chi si appassiona per la prima volta a questo mezzo. E odio vedere persone appassionate spente da un pessimo percorso di formazione.

Ho frequentato più corsi di quanti ne ricordi, e quasi tutti mi hanno lasciato l'amaro in bocca. Poi, quasi dieci anni fa, una singola lezione ha cambiato il mio modo di pensare la fotografia e ha unito tanti puntini nella mia testa.

Ho messo assieme tutte le cose che mi hanno fatto ritornare la passione per la fotografia quando tutto sembrava non aver più senso, e le ho condensate in due giorni che ho chiamato Photo Reboot

Questo è il workshop che avrei voluto frequentare quando ho iniziato a fotografare per passione.

Cosa non andava nei corsi che ho frequentato?

Quasi tutti partivano dalla stessa lezione: tempi, diaframmi, ISO. Tabelle, regole, menu della macchina. Uscivo con la testa piena di numeri e nessuna idea più chiara su cosa volessi fotografare.

Si parlava tanto della macchina e quasi mai delle fotografie: cosa raccontano, perché una funziona e un'altra no, come si mettono insieme. E si guardava poco il lavoro degli altri, che invece è il modo più rapido per capire dove stai andando.

Il risultato l'ho visto troppe volte: persone appassionate che dopo qualche mese si sentono inadeguate e mettono la macchina nel cassetto. Il problema non erano loro. Era l'ordine in cui le cose venivano insegnate.

Prima i numeri, poi forse le foto. Prima il racconto, poi i numeri che servono.

Perché partire dall'immagine e non dalla tecnica?

La tecnica serve. Ma serve a raccontare.

Perché la tecnica, da sola, non ti dice cosa fotografare. Ti dice come, ma il come ha senso solo quando sai già cosa vuoi dire.

Se parti dall'immagine, la tecnica diventa la risposta a una domanda che ti sei fatto tu: voglio congelare questo gesto, voglio isolare questo volto, voglio che si veda tutto il contesto. A quel punto tempo, diaframma e ISO smettono di essere numeri da memorizzare e diventano strumenti.

In due giorni non diventi un esperto, e non è quello il punto. Torni a casa con un metodo: scatti quello che ti piace, e impari la tecnica man mano che le tue foto ti chiedono di più. Così la voglia di fotografare non si spegne.

Le lezioni più importanti che ho imparato in questi anni.

Sono le cose che avrei voluto sentirmi dire all'inizio. Il workshop è costruito attorno a queste.

  1. Ogni parametro di scatto serve a qualcosa.

    Molti ti insegnano che servono a regolare la luce. Io ti dico che servono a decidere cosa vuoi comunicare.

  2. Guardare insegna più di qualsiasi manuale.

    Le foto degli altri, i fotolibri, le tue: imparare a leggerle è il primo passo per farle.

  3. La tecnica si impara quando serve.

    Non prima. Quando una foto ti chiede qualcosa che non sai ancora fare, lì la tecnica ti resta in testa.

  4. Da soli si cresce più lentamente.

    Le tue foto migliorano quando qualcuno le guarda con te e ti dice cosa vede.

Due giornate, un racconto fotografato due volte.

Sabato 5 dicembre · 10–18

Guardare e raccontare

Impariamo a leggere le immagini e a metterle in sequenza, guardando stampe e fotolibri veri. Poi costruisci e fotografi il tuo primo racconto con quello che sai già fare, anche in automatico o con lo smartphone, e lo rivediamo insieme.

Domenica 6 dicembre · 10–18

La tecnica al contrario

Tempo, diaframma e ISO, partendo dall'effetto che hanno sulla foto e non dal loro nome. Poi rifai il racconto del sabato, stavolta usando la tecnica con un'intenzione precisa, e confronti le due versioni.

Ti basta questo.

1La testa

Non serve nessuna esperienza. Anzi, se parti da zero è perfetto.

2La curiosità

Voglia di guardare le cose in un modo un po' diverso dal solito.

3La creatività

Ce l'hai, anche se pensi di no. Due giorni servono anche a tirarla fuori.

4Qualcosa che faccia foto

Una macchina fotografica qualsiasi o il telefono: va bene tutto.

Il workshop completo, a un terzo del prezzo. In cambio, la tua opinione.

Questa è la prima edizione di Photo Reboot. Ti porto il workshop esattamente come l'ho immaginato, senza tagli: due giornate intere, stesso programma, stessa cura.

Il prezzo pieno sarà di 150 €. Per questa edizione costa 50 €, perché ti chiedo una cosa in cambio: un feedback sincero su cosa ha funzionato e cosa migliorare prima del lancio ufficiale.

50 €150 €
10 posti disponibili Prenota il tuo posto

Paghi online al momento della prenotazione: così il posto è tuo.

Prima che tu me lo chieda.

Non ho mai fotografato sul serio. Fa per me?

Sì, è pensato proprio per chi parte da zero o quasi. Non serve sapere nulla di tecnica: è il punto di arrivo, non quello di partenza.

Devo avere una reflex o una mirrorless?

No. Va bene qualsiasi cosa faccia foto, anche lo smartphone. Il sabato si lavora sul racconto e l'automatico va benissimo. La domenica, se vuoi provare a controllare tempi e diaframmi, ci sarà una macchina digitale da usare a turno.

Allora la tecnica la facciamo o no?

Sì, la facciamo eccome: tutta la domenica. Solo che non parte dai numeri. Parte dall'effetto che vuoi ottenere nella foto, e da lì arrivi a capire tempo, diaframma e ISO.

Come si paga?

Il ticket beta è di 50 € e si paga online al momento della prenotazione. Appena completi l'ordine, uno dei 10 posti è tuo.

Perché solo 10 posti?

Perché ogni sequenza di foto si guarda e si commenta insieme. Con un gruppo piccolo c'è il tempo di rivedere il lavoro di tutti, con calma.

Perché questa edizione costa meno?

Perché è la prima: in cambio ti chiedo un feedback sincero su cosa ti è piaciuto e cosa cambieresti. È il motivo per cui costa 50 € invece di 150 €.

Dieci posti.Due giorni per ripartire.

5–6 dicembre a Riccione. Dieci posti, 50 € per l'edizione beta.

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